Società Escursionisti Bresciani "U. Ugolini"
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NEWS
Aldo Garioni all'EVEREST
Dal "Giornale di Brescia – Sabato 20 febbraio 2010"

Aldo Garioni, Presidente della “Ugolini”, salirà con Simone Moro la vetta più alta del mondo
“E’ il sogno di una vita, ma non siamo incoscienti: ci proveremo se la montagna lo permetterà”

• L'Everest: 8.848 metri di altezza. Scalare la-montagna più alta del mondo è la nuova sfida del notaio bresciano Aldo Garioni e dell'alpinista bergamasco Simone Moro. Partenza il 20 marzo e ritorno previsto al 30 maggio. L'attività notarile e l'amore per la montagna sono le due passioni che hanno sempre camminato parallelamente nella vita del cinquantaquattrenne bresciano. Si avvicina all'alpinismo a 19 anni facendo trekking, arrampicata e sci alpinismo a livello agonistico; oggi ha salito tutte le cime più importanti delle Alpi ed è il presidente della «Ugolini».
«Ci prepariamo da un anno»
«Dal punto di vista tecnico, la scalata dell'Everest è meno difficoltosa rispetto a montagne meno elevate racconta Garioni. Ciò che rende la vetta emozionante e avvincente sono sia l'altezza che le difficoltà ambientali a cui andremo incontro. Oltre all'allenamento abituale, da quasi un anno sto seguendo una preparazione specifica monitorata dal Marathon Centre di Brescia, che da tempo si occupa della forma fisica di atleti olimpici».
«Č la materializzazione di un sogno prosegue, che riuscirò a realizzare anche grazie alla comprensione e alla disponibilità di mia moglie Bice Contrini che, essendo un'ex atleta, è quindi disponibile a giustificare l'impegno per gli allenamenti e la lunga assenza da casa. Mi mancherà moltissimo la mia famiglia. Non siamo degli incoscienti, per cui se le condizioni della montagna non permetteranno la salita, rinunceremo alla scalata, tenendo sempre dentro di noi il ricordo di un'avventura indimenticabile».
Due imprese nel giro di pochi mesi: quella di Garioni e di Moro che tenteranno di scalare l'Everest, e poi quella dell'alpinista bergamasco insieme a Denis Urumbko nella salita di una nuova via al Lhotse, la quarta vetta più alta del mondo. Il notaio bresciano è ora alle prese con gli ultimi preparativi tecnici:
tutto è pronto ormai per l'ambizioso progetto dei due alpinisti, soprattutto per Moro che, in un'intervista, ha affermato di «voler tentare l'impresa senza ossigeno».
La scelta dell'ossigeno sopra gli 8000
Più conservativo l'atteggiamento di Garioni che intende usare l'ossigeno da quota 8000 metri, nonostante il passato alpinistico di tutto rispetto: nel 1986 ha infatti scalato il Kilimanjaro, nel 2002 è salito con gli sci in vetta al Muztagata e nel 1992 ha tentato la salita al Cho Oyu dal versante tibetano. Un'indole decisamente sportiva e dinamica, quella del notaio bresciano che vanta, oltre a 12 anni come direttore di gara della Sci alpinistica dell'Adamello, anche un brevetto di paracadutismo sportivo ed uno come pilota di parapendio. Il poliedrico notaio è poi riuscito nell'impresa di attraversare in motocicletta il Sahara in dirczione Nord-Sud, ha corso alle maratone di New York, Venezia, Montecarlo, ha partecipato con gli sci da fondo alla 24 ore di Pinzolo, alla Marcialonga, Dobbiaco/Cortina e alle più importanti gare di sci alpinismo internazionali (Trofeo Mez-zalama, Pierra Menta). Rimangono da definire gli ultimi dettagli e poi la coppia Moro-Garioni sarà pronta a scalare la vetta più alta del mondo nel giro di settanta giorni.

Roberta Bellino