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Domenica 22 luglio Via ferrata "Brigata TRIDENTINA" -Gite estive
Domenica 22 luglio 2012 Via ferrata "Brigata TRIDENTINA" -Gite estive

- Difficoltà - EEA
- Dislivello - 600 m circa, di cui 400 m la sola ferrata.
- Quota massima - Rifugio Franco Cavazza - Pisciadù (2.585m)
- Tempo di Percorrenza - 3:00 la salita e circa 1.30 la discesa per la Val Setus.
- Punto di partenza - Parcheggio dopo il passo Gardena, direzione Col Fosco (1950 m)
- Punto di arrivo - Rifugio Franco Cavazza - Pisciadù (2.585m)
- Rifugio di riferimento - Rifugio Franco Cavazza - Pisciadù (2.585m)

- Itinerario:
Ci si dirige verso est ovvero a sinistra guardando le pareti del Sella inizialmente su sentiero pianeggiante e ghiaioso poi, in avvicinamento alla parete, tra mughi si raggiungono le prime attrezzature -15'- che rappresentano un primo attacco della via anche se probabilmente non ancora quello ufficiale.

LA FERRATA
Alcuni metri di cavo portano orizzontalmente ad una serie di gradini verticali ,si traversa a sinistra in avvicinamento ad una gola da risalire con cautela in quanto umida e talvolta scivolosa anche se non particolarmente esposta su roccia molto inclinata inizialmente utilizzando solo il cavo come scorrimano poi nel tratto terminale tramite una nuova serie di comode staffe metalliche .Eccoci al termine del primo tratto attrezzato dove si incrocia alla destra il sentiero proveniente da passo Gardena mentre proseguendo verso sud-est (sinistra) si cammina lungo il terrazzo inferiore del Sella con lievi e brevi saliscendi ,passando in una strettoia delimitata alla destra dalla parete della Torre Brunico, fino al secondo vero attacco della via -2075mt-40'. In gradinata obliqua a sinistra passiamo sulla targa commemorativa della ferrata ,nonostante la roccia sia sempre ben appigliata vi sono presenti alcuni appoggi metallici o là dove il passaggio avviene su tratto levigato sono state inserite nella roccia i classici gradini metallici rendendo elementare la progressione. In questa prima metà del percorso la ferrata non risulta esposta, si prosegue sempre in buon appoggio iniziando così una bella crestina panoramica sovrastati dalla cima della Torre Exner mentre alle nostre spalle la visuale si apre sull'alta val Badia . In questo tratto la via, nel suo sviluppo, tende a portarsi alla sinistra della parete ovvero a costeggiare il lato destro della cascata di Rio Pisciadù che nasce dall'omonimo laghetto presente a pochi passi dal rifugio, si risale ora con alcuni tratti di maggior verticalità pur non oltrepassando mai un certo grado di difficoltà anzi in alcuni passaggi vi è la possibilità di divertirsi progredendo in arrampicata e man mano che si guadagna quota aumenta l'esposizione, la visuale si apre e si ritrovano continuamente attrezzature come gradini e pioli in salita verticale fino ad una comoda cengia ottima come luogo di sosta. Si prosegue in direzione della gola di Rio Pisciadù con passaggi ariosi ed abbastanza verticali anche se in breve la via ritorna a pendenze più lievi fino, addirittura, a proseguire camminando mentre inizia la sensazione di non trovarsi lontani dal pianoro sommitale ed in effetti siamo ben oltre la metà della Tridentina ma il tratto finale è il più impegnativo quindi meglio sempre proseguire senza fretta. Siamo ormai nelle vicinanze del traverso raggiungibile dopo aver superato il tratto più esposto ma entrambi i passaggi non comportano particolari difficoltà tecniche sia per la roccia ancora ben appigliata che per la presenza di alcuni infissi metallici che agevolano parecchio la progressione (vedi traverso),inoltre giunti al termine del traverso troviamo l'unica possibilità di poter abbandonare la ferrata proseguendo, come indicato ,a sinistra lungo la traccia di sentiero che sale in ripido pendio fino al pianoro sommitale del rifugio,in effetti questo era il vecchio tracciato utilizzato per raggiungere il rifugio prima che venisse costruito il tratto di ferrata che risale in parte in direzione della Torre Exner. Il facile sentiero è consigliabile a chi, giunto fin qui con grande dispendio di energie, non se la sente di affrontare l'ultimo tratto della Tridentina che risulta essere sicuramente il più difficile contrariamente alla maggior parte delle ferrate dove si privilegia inserire i passaggi più impegnativi vicini all'attacco. Al bivio si sale in verticale con un certo impegno anche se in breve si raggiunge una prima serie di gradini metallici poi una seconda più breve che ci porta ad una strettoia nella roccia dove è interessante cercare gli appigli giusti per avanzare senza dover necessariamente trainarsi di peso con il cavo . Traversiamo a destra con l'ausilio di alcuni appoggi artificiali e raggiungiamo una prima scala che ci apre la visuale sul rifugio Cavazza sovrastato dal Sass da Lec ; a sinistra una nuova serie di gradini ci riporta in verticale e dopo alcune roccette si aggira una sporgenza e ci si ritrova di fronte il ponte che permette di superare l'abisso racchiuso tra la Torre Exner ed il tratto di parete verticale del massiccio che, dopo il superamento del ponte ,rappresenta l'ultimo passaggio attrezzato della via . Tecnicamente quest'ultimo breve tratto (pochi metri) verticale non offre particolari difficoltà anche se in effetti la sua vista, di fronte, da parte di chi si trova ancora al di là del ponte può dare un effetto diverso. Eccoci al termine della "Tridentina" (2.450 m) e non resta che percorrere per circa 15' il sentiero che porta al rifugio Franco Cavazza al Pisciadù -2585mt- ed il vicino laghetto a circa 3.00h dal parcheggio.
DISCESA
La discesa avviene, cosi come indicato dalla segnaletica, per la Val Setus inizialmente per gradoni di roccia attrezzati poi superando un lungo e ripido canalone tramite sentiero a tornanti che ad inizio stagione può essere ancora a tratti innevato e quindi pericoloso. A quota 2200 m si incontra la deviazione a sinistra per il passo Gardena mentre proseguendo in discesa per il canalone cosparso di massi si raggiuge direttamente il parcheggio delle auto dopo circa 1:30h.

- Attrezzatura e materiali - Abbigliamento da montagna, set da ferrata, imbrago, caschetto (tutto il materiale deve essere a norma e omologato).
Cartografia TABACCO: N.7 – Alta Badia, Arabba, Marmolada - 1:25.000

- Percorso automobilistico:
Tramite la A22 del Brennero e uscendo a Chiusa e si raggiunge il passo Gardena. Da qui si scende in direzione Colfosco e dopo alcuni tornanti, proprio alla destra di uno di essi, si trova l'ingresso di una cava di ghiaia il cui piazzale (1.950 m) funziona da parcheggio per le auto inoltre una chiara insegna richiama la ferrata della Brigata Tridentina .
- Quota di partecipazione - 3 Euro
- Coordinatori - Giorgio Borgogna
- Ritrovo Orario e luogo di incontro verranno comunicati il giovedì antecedente la gita
- Prenotazione - Tassativamente entro il giovedì antecedente la gita
- Informazioni - Il giovedì antecedente la gita presso la sede dell’Ugolini
- Note - Nessuna nota di rilievo.


SPONSORS


Società escursionisti bresciani "U.UGOLINI" - Via Marchetti, 1 - 25126 Brescia - tel/fax 0303753108 - cell. 3389015094 - email info@ugolini-bs.it

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